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Edoardo Scartafogli è un giornalista del Mondo Magico italiano, direttore del quotidiano Civetta della Sera.

Qualsiasi sia il prezzo da pagare per la gloria, il direttore della Civetta della Sera lo ha già pagato profumatamente e la scalata che ha dato all’organico del giornale che dirige è stata fulminea. Fa a meno dei convenevoli e anche delle spiegazioni: come sia arrivato a mettere a segno i più importanti colpi giornalistici della sua vita è una curiosità che non si toglierà nessuno. Estremamente superstizioso, non si separa mai dalla sua stilografica, che considera un portafortuna e con la quale minaccia di scrivere male di chiunque osi mettersi sulla sua strada.

Legami privati

Da qualche tempo a questa parte, le diatribe con Gisella Famiani sembrano aver trovato fine: Gisella scriveva per lui, e tra i due non era mai corso buon sangue, probabilmente perché entrambi hanno un carattere terribilmente competitivo, ma i fatti che hanno stravolto il primo anno accademico di Roccantica hanno messo pace. Conosce Democritus Altieri, la cui carriera nella Camera dei Savi è stata fortemente sostenuta dalla Civetta della Sera, anche se negli ultimi tempi, questo supporto sembra essere un poco scemato. Rispetta Gianciotto Carbonari ed è certo che il reportage che ha pubblicato su una delle sue più note ricerche abbia contribuito a farle ottenere la cattedra di Rune Antiche all’Arcaniversitas. Un paio di anni fa ha pubblicato un articolo pungente su alcuni incidenti occorsi nella foresta di Roccantica insinuando una dolosa responsabilità della allora guardiacaccia Costanza Correvoce, colpevole di non aver adeguatamente sorvegliato un Erkling che era stato affidato all’Arcaniversitas per motivi di studio e che si è reso responsabile dell’aggressione a diversi studenti, fortunatamente senza gravi conseguenze. Ha giocato un ruolo decisivo nella (ingiusta) condanna per omicidio che ha portato in carcere lo studente Silvio Pellicci. Si dice che Vega Cristofori abbia più volte difeso Scartafogli in pubblico, probabilmente perché il padre, Nebulo, rinchiuso tuttora ad Azkaban e accusato di "materializzazione di creature aliene finalizzata ad usi criminali” ha subito dalla Civetta della Sera un trattamento equo, con le fasi del processo raccontate con grande equilibrio, dando rilevanza a tutti i dubbi sull’efficacia delle prove contro Nebulo stesso.