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Janira Ferrante è un agente dell'Ufficio Auror italiano.

L’agente Ferrante è un elemento di spicco del corpo Auror. Sempre in prima linea nelle situazioni di emergenza, crede che il garbo e l’educazione siano superflui perché la giustizia e la sua esecuzione non necessitano di orpelli. Aveva un marito, che pare sia scomparso in circostanze misteriose e questo ha peggiorato il suo carattere già difficile. Ha chiesto lei di essere assegnata al nuovo Presidio di Borgotorvo per vigilare sulla sicurezza degli studenti e degli abitanti del villaggio. Era uno dei più fieri Draghi della sua generazione e approfitterà di questa occasione per toccare con mano il nerbo delle giovani leve della sua vecchia Congrega. Non nasconde il disprezzo per gli Sphynxenigra che ritiene la faccia sporca della medaglia dell’onore e della supremazia dei maghi di cui i Rubendraco costituiscono invece quella splendente. Non crede affatto che il rinnovamento e la rifondazione della congrega perduta avvenuti lo scorso anno siano sinceri e farà tutto quanto le sarà possibile per fare luce su molti fatti avvenuti in quei giorni e non ancora acclarati.

Legami pubblici

Conosceva più che bene Costanza Correvoce, la sua morte è stata un duro colpo per Janira. Bazzicando gli stessi ambienti - soprattutto le stesse aule di tribunale, dove Janira ha condotto nella sua carriera una buona decina di maghi - conosce di persona Democritus Altieri giudice della Camera dei Savi. Ne apprezza molto la grande intransigenza e ha trovato in lui un alleato nella sua battaglia contro i Maghi Oscuri che potenzialmente si annidano ancora nella Rocca. Conosce bene Gianciotto Carbonari vecchio amico di famiglia e che ha sempre (inutilmente) tentato di spingerla verso lo studio dell’egittologia. Forse Janira avrebbe dovuto seguire il suggerimento di Gianciotto e informarsi meglio sulle leggende e sulla storia egiziana, forse non è troppo tardi per chiedere delle ripetizioni. Tancredi "Argo" Adamante è conosciuto da Janira più per fama che di persona, i racconti delle sue gesta si narrano spesso nei bar frequentati dagli Auror. I rapporti con Onofrio Foschi, un tempo conflittuali, si sono stabilizzati, hanno lavorato spalla a spalla per cercare di bloccare lo Ktar e i nemici di Roccantica.