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Morgana Pavoneschi è una forgiatrice di oggetti incantati del Mondo Magico italiano.

Dove sta scritto che un libro magico debba avere una brutta copertina o che un cappello maledetto debba avere un aspetto dismesso e démodé? La bellezza deve incontrare la funzionalità. È questo che Morgana ripete ai suoi clienti. Che poi i suoi clienti spesso e volentieri non rientrino in quelli che sono i suoi (alti) standard estetici, poco importa. L’importante è l’aspetto del loro oro che, di solito, sono ben lieti di sborsare per le sue creazioni. Non tutti però sono in grado di cogliere il suo genio e, fin troppe volte, ha ricevuto la visita di funzionari del Ministero della Magia per lamentele sul suo lavoro. Ma come si fa a non apprezzare le sue creazioni? A lei si deve il celeberrimo Boccale da Burrobirra Stregato, disponibile in tre colori, chi lo usa dormirà per un intero giorno. Sempre lei ha creato le Pantofole Zebrate della Discordia, chi le indossa litigherà con la prima persona che incontrerà per ragioni futili. Ma il mondo non ha ancora visto veramente quali vette può raggiungere con i suoi oggetti incantati…

Legami pubblici

Tra i suoi clienti affezionati c’è Olimpia Tramontani, anche se i maligni si chiedono cosa possa mai acquistare da Morgana, visti i suoi prezzi. Detesta, e non troppo cordialmente, l’antiquario Alessandro Renanera che ritiene, oltre che privo di qualsiasi senso estetico, un mercante di quart’ordine con il quale però è costretto volente o nolente ad avere a che fare, non fosse altro che per il fatto che vivono nello stesso luogo. Tra le persone che non sopporta c’è Malvina Conciapelle, fin da quando era la Taverniera di Grancamino. Questa donna stramba e dai modi rozzi è una vergogna per l’intero Borgotorvo. Quando incontrava il defunto professor Tolomei della cattedra di Difesa contro le Arti Oscure si sentiva sempre osservata. E non in modo positivo.